
Il Refosco non è soltanto un vino: è un pezzo di storia del Friuli, del Veneto orientale e dell’Italia, un rosso di grande personalità che, con il passare dei secoli, ha saputo mantenere intatto il suo fascino. Oggi, grazie alla sapiente mano di cantine come , questo vitigno torna a essere protagonista assoluto, conquistando un pubblico sempre più ampio di appassionati e intenditori.
Un vino con radici antichissime
Il Refosco è menzionato sin da tempi antichi come vino di grande rinomanza. In tutti i banchetti di cui si hanno testimonianze storiche, accanto a Picolit, Ribolla e Ramandolo, il Refosco non mancava mai. Già i Romani ne lodavano le qualità e il colore intenso del grappolo, tanto da definirlo “Racimulus fuscus”, ovvero “grappolo scuro”. Da questa espressione latina nacque, attraverso il volgare rà p fosc, il nome attuale.

I primi documenti ufficiali che lo citano risalgono al 1347, negli annali del Comune di Udine, dove il Refosco viene descritto come uno dei vitigni piĂą pregiati e costosi insieme alla Ribolla Gialla.
Dal Quattrocento in poi, è presente anche in opere letterarie e trattati agronomici: Domenico Ongaro lo menziona nelle sue Cronache dei Giuochi Militari, mentre Ludovico Bertoli ne descrive le tecniche di vinificazione in purezza. Persino Giacomo Casanova racconta di come il Refosco fosse usato come merce di scambio preziosa dai mercanti della Serenissima.
PiĂą che di Refosco, bisognerebbe parlare di Refoschi: nel Congresso Enologico Austriaco di Gorizia del 1891 vennero riconosciute tre varietĂ principali:
Rifosc dal pecòl ross (peduncolo rosso),
Rifosc dal pecòl vert (peduncolo verde),
Rifosc gruess o Rifoscon.
L’interesse verso questo vitigno non si è mai spento: tra il 1980 e il 2000 il Refosco è stato previsto nella vinificazione in purezza in ben otto DOC friulane (Carso, Colli Orientali del Friuli, Friuli-Annia, Friuli-Aquileia, Friuli-Grave, Friuli-Isonzo, Friuli-Latisana, Lison-Pramaggiore) e nella DOC Piave.
Se il Friuli è la culla originaria del Refosco, i terreni della DOC Lison-Pramaggiore rappresentano sicuramente uno dei luoghi privilegiati per la sua espressione. Qui il vitigno trova il giusto equilibrio tra mineralità del suolo e condizioni climatiche, dando vita a grappoli compatti dalla buccia blu-nera. La vendemmia, che avviene nella terza decade di settembre, permette di raccogliere uve mature e ricche di sostanze aromatiche.
Vinificazione
Oggi Domina Winery propone un Refosco elegante e strutturato, frutto di una lavorazione rispettosa della tradizione. Le uve selezionate vengono sottoposte a una macerazione di 9 giorni, seguita da un affinamento in tini di cemento, che preserva la freschezza e l’autenticità del vitigno senza mascherarne l’identità .

Un bouquet ricco e seducente
Il Refosco si distingue per un carattere deciso ma armonioso. Al naso regala note di amarasca e frutti rossi, accompagnate da ribes nero, more, viole e fragola, con una delicata cornice speziata. Al palato si presenta strutturato ed elegante, con tannini equilibrati e un finale persistente che lo rende un vino di grande stoffa e personalitĂ .
Abbinamenti e servizio
Grazie alla sua versatilità , il Refosco è perfetto con:
arrosti e carni rosse, selvaggina e pollame, formaggi stagionati e salumi tipici.
Va servito alla temperatura di 16-18 °C, per esaltarne al meglio le sfumature aromatiche.
Dati tecnici
Gradazione alcolica: 12,5% – 13% vol, a seconda dell’annata.
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Un vino che attraversa i secoli
Il Refosco Domina Winery è molto più di un vino: è un filo rosso che unisce la storia antica — dai banchetti romani — fino alle tavole moderne. Un calice che racconta tradizione, eleganza e autenticità , destinato a rimanere protagonista sulle tavole di chi ama il vino con carattere.