VCR Rauscedo: Il Cuore Nascosto del Vino Mondiale e Italiano

VCR Rauscedo: Il Cuore Nascosto del Vino Mondiale e Italiano

Dietro ogni sorso di vino italiano, si cela una storia di terra, passione e, spesso, un lavoro silenzioso ma fondamentale che inizia ben prima che l’uva maturi in vigna. Oggi, esploriamo il ruolo cruciale di un gigante poco conosciuto, Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR), un pilastro della viticoltura globale che, dalle fertili terre del Friuli-Venezia Giulia, contribuisce a modellare il futuro del vino premium mondiale. Un viaggio alle radici della qualità che Domina Winery seleziona e valorizza per i suoi appassionati.

Il Cuore Verde del Vino Mondiale: Chi è Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR)

Quando si visita una cantina, l’attenzione è spesso rivolta alla botte, alla barricaia, o al vigneto che si estende a perdita d’occhio. Ma da dove provengono quelle giovani viti che promettono i vini di domani? La risposta, per un quarto dei vigneti del mondo e circa il 60% di quelli italiani, è Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR). Questa realtà, fondata nel 1933 nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, non è solo il più grande vivaio viticolo del pianeta, ma un vero e proprio custode della biodiversità e innovazione varietale.

La sua nascita è intrinsecamente legata a un momento critico della storia del vino: l’epidemia di Fillossera. Fu in questo contesto, quindici anni prima della sua fondazione ufficiale, che un ufficiale dell’esercito locale insegnò le tecniche di innesto, dando il via a una tradizione che avrebbe salvato la viticoltura europea. L’innesto, la pratica di unire una parte di vite europea (Vitis vinifera) a un portinnesto americano resistente alla Fillossera, divenne la chiave per la sopravvivenza e la rinascita dei vigneti. Oggi, VCR produce circa 90 milioni di viti innestate ogni anno, lavorando con 430 cloni di 90 varietà principali, distribuiti in 38 paesi su cinque continenti. Un’impresa monumentale che sottolinea l’importanza di un approccio scientifico e cooperativo alla viticoltura. (Fonte: Decanter)

L’Arte dell’Innesto e la Ricerca d’Avanguardia

Il processo produttivo di VCR è un connubio di antica sapienza e tecnologia all’avanguardia. L’innesto avviene tra febbraio e marzo, seguito da una fase di protezione con cera paraffinica e alcuni mesi di crescita. Il momento cruciale è la selezione invernale, dove un team di 1.300 persone esamina manualmente ogni singola vite per assicurare che solo le piante perfettamente innestate e sane vengano commercializzate. Circa il 78% delle viti supera questo rigoroso controllo di qualità, garantendo la robustezza e la vitalità dei futuri vigneti.

Ma VCR non si limita alla produzione. Da oltre 60 anni è un pioniere nella ricerca viticola. Accanto ai vivai dei soci, l’azienda gestisce 22 ettari di vigneti sperimentali e numerose parcelle in Italia e all’estero. Il suo centro di ricerca, un’architettura moderna in stile alpino, ospita otto laboratori futuristici dove ogni anno vengono testati circa 10.000 genotipi. Qui, il personale di laboratorio si dedica al meticoloso lavoro di isolamento dei semi, test genomici e micropropagazione. Solo una minima percentuale, selezionata per qualità aromatiche, produttività o resistenza alle malattie, viene registrata come nuovo clone, a beneficio dell’intero settore del vino italiano.

La ricerca culmina in circa 700 microvinificazioni annuali, condotte in piccole vasche d’acciaio e damigiane di vetro. Questo permette ai clienti, che possono configurare ordini online tra oltre 4.000 combinazioni varietà-portinnesto, di assaggiare i risultati di diversi cloni. VCR vanta un archivio incredibile di bottiglie, organizzate per codici clone e varietà. Come sottolinea Elisa De Luca, responsabile del centro di ricerca, avere a disposizione, ad esempio, 15 cloni di Merlot, consente ai produttori di piantare un mix per mitigare i rischi legati ai cambiamenti climatici, sempre più imprevedibili.

Le Nuove Frontiere: Vitigni Resistenti (PIWI) e Sostenibilità

Una delle aree di ricerca più entusiasmanti di VCR riguarda i vitigni resistenti, noti come PIWI (acronimo tedesco per pilzwiderstandsfähig, resistenti alle malattie fungine). Questi ibridi, creati incrociando la tradizionale Vitis vinifera europea con viti americane o asiatiche naturalmente resistenti alle malattie, rappresentano una soluzione innovativa per ridurre gli interventi in vigneto e mitigare i rischi del cambiamento climatico. VCR detiene i diritti esclusivi su 14 varietà PIWI, tra cui Pinot Iskra, Sauvignon Nepis e Merlot Khorus, sviluppate in collaborazione con l’Università di Udine.

L’introduzione dei PIWI promette un futuro più sostenibile per la viticoltura, con un minore impatto ambientale grazie alla drastica riduzione dei trattamenti fitosanitari. Nonostante l’Unione Europea abbia approvato i PIWI per i vini a denominazione nel 2021, e regioni come lo Champagne abbiano già modificato i loro protocolli per consentirne l’uso in piccole percentuali, l’Italia sta procedendo con maggiore lentezza. Alcune regioni italiane autorizzano la coltivazione dei PIWI, ma non sono ancora state approvate modifiche normative per includerli nei vini DOC/DOCG. Questo rappresenta una sfida e un’opportunità per il vino italiano di abbracciare pienamente l’innovazione sostenibile.

L’Impatto di VCR sul Vino Italiano Premium e Domina Winery

L’opera di VCR è fondamentale per la definizione del vino italiano premium. La loro ricerca sui cloni e sui vitigni resistenti non solo garantisce la salute e la vitalità dei vigneti, ma anche l’autenticità e la qualità delle varietà autoctone e internazionali che rendono unico il nostro panorama enologico. La capacità di offrire soluzioni per affrontare le sfide climatiche e ambientali si traduce in vini più resilienti e rappresentativi del loro territorio, un valore che Domina Winery cerca e promuove nella sua selezione.

Per Domina Winery, che si posiziona come curatore di eccellenze, comprendere e valorizzare il lavoro di realtà come VCR è essenziale. La qualità di un vino inizia dal materiale vegetale, e la scelta di vitigni sani e adatti al terroir è il primo passo verso un prodotto eccezionale. VCR, con il suo impegno nella ricerca e nella selezione, contribuisce a mantenere alto il livello del vino italiano, offrendo ai produttori gli strumenti per creare etichette che meritano un posto nella selezione Domina Winery.

IN PRATICA

  • Origine delle Viti: La provenienza delle viti è cruciale per la qualità e la resilienza del vigneto. Vivai specializzati come VCR garantiscono materiale genetico certificato e sano.
  • Biodiversità Clonica: L’utilizzo di diversi cloni di una stessa varietà può aumentare la complessità del vino e la resistenza del vigneto ai cambiamenti climatici.
  • Vitigni Resistenti (PIWI): Considera l’impatto dei PIWI sulla sostenibilità. Possono ridurre drasticamente la necessità di trattamenti fitosanitari, portando a vini più ecologici.
  • Innovazione in Cantina: La ricerca vivaistica si traduce direttamente nella qualità del calice, influenzando aromi, struttura e longevità dei vini.

Vivai Cooperativi Rauscedo rappresenta un esempio lampante di come la scienza e la cooperazione possano sostenere e far progredire l’industria del vino. Dalle radici più profonde della terra fino al calice, il loro lavoro silenzioso è una garanzia di qualità e innovazione, plasmando il futuro del vino italiano e globale. Un impegno che risuona con la missione di Domina Winery di offrire solo il meglio ai suoi intenditori.

Esplora la nostra selezione di vini premium e scopri le eccellenze che nascono anche grazie a realtà come VCR.

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Elaborato dalla redazione Domina Winery.

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